Roma - “Sembra che il problema sicurezza e il rispetto delle regole, così tanto insistentemente sbandierato in campagna elettorale da Alemanno, dopo i primi colpi sparati a salve all’inizio del mandato, cominci a lasciare il posto a una deregulation che appare ancora più evidente di quanto lo fosse prima dell’insediamento di quest’esecutivo capitolino”, ha dichiarato Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, a proposito dello stato di degrado in cui versa piazzale Flaminio. A due passi dalla storica piazza del Popolo, con le sue chiese gemelle ed i suoi rinomati bar e ristoranti, disordine e caos regnano incontrastati: vetri rotti, cumuli di rifiuti abbandonati, pullman turistici in perenne stazionamento e bancarelle di ambulanti, per lo più abusivi. Così si presenta agli occhi dei romani e dei tanti pendolari utenti della linea ferroviaria Roma-Viterbo uno dei punti più nevralgici della viabilità romana. Ogni giorno chi vi transita è costretto a cimentarsi in improponibili gimcane tra postazioni di caldarrostai, orchestre musicali di strada e stand di venditori ambulanti che, in assoluto spregio delle norme igieniche e di decoro urbano, espongono la loro merce al di fuori dei limiti di orario e di spazio loro consentiti dal regime autorizzatorio. Da quando è stato smantellato il presidio fisso dei vigili urbani, il luogo è divenuto preda dell’illegalità più totale, complice anche la assoluta sporadicità dei controlli. A questo proposito De Pierro ha poi aggiunto:“Passare a piazzale Flaminio di notte e di giorno ci fa capire quanto ciò che è stato decantato fosse intriso di mera demagogia e propaganda. La piazza è invasa da rifiuti e da ambulanti abusivi, mi auguro che sia il sindaco Alemanno sia Sara De Angelis, presidente del II municipio, si adoperino per attivare nel più breve tempo possibile la macchina operativa dell’AMA. Contemporaneamente facciano sì che siano predisposti i necessari controlli da parte della polizia municipale nei confronti degli ambulanti. L’invito alla tolleranza è la nostra prerogativa, ma il tutto deve avvenire nel rispetto delle regole. Strano, ma i militari non avrebbero dovuto risolvere tutto? La campagna elettorale è finita da un pezzo, è ora che si abbandoni la linea demagogica, si pensi ai fatti concreti e a soddisfare le esigenze che i cittadini, con il loro voto, hanno espresso ed evidenziato”.
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