Ha telefonato lui stesso al 113, subito dopo essere stato liberato, il ragazzino di 12 anni, rapito ieri sera ad Ostuni da un commando di uomini armati, mentre con la sua famiglia tornava a casa a bordo dell’auto guidata dal padre. A quanto si è saputo, la telefonata è stata raccolta dal centralinista del commissariato di Gallipoli: l’agente ha cercato di farsi spiegare dal ragazzo dove si trovasse e lo ha tenuto al telefono sinchè gli equipaggi di 'volanti' dei commissariati di Gallipoli e di Nardo' lo hanno trovato proprio in quest'ultimo comune. Non si è saputo, per ora, se la telefonata al 113 sia stata un'iniziativa del ragazzo o sia stata fatta su suggerimento dei genitori dopo che il ragazzino aveva avvisato la famiglia di essere stato lasciato libero. La telefonata ha liberato investigatori e inquirenti dal peso di un rapimento con esiti negativi che si era profilato ai loro occhi, dopo che gli elementi raccolti indirizzavano le indagini su gruppi della Sacra corona unita alla ricerca di finanziamenti facili, gente dura che poteva anche decidere di liberarsi dell’ostaggio.
Ma - secondo la Dda di Lecce - era evidentemente proprio la pressione investigativa che i criminali temevano: non l’avrebbero evitata comunque se il sequestro si fosse concluso male per il ragazzino.
Era stata proprio la ricerca del 'silenzio' sulla loro azione a motivare - per il pm inquirente della Dda di Lecce, Leonardo Leone de Castris - la scelta dell’ostaggio: il figlio di un contrabbandiere, che pur non avendo immediata disponibilità di grosse somme di denaro poteva procurarsene con facilità e che, soprattutto, avrebbe tenuto il fatto nascosto, nell’omertà , sperando di poter rapidamente riottenere il figlio pagando il denaro che i sequestratori volevano si procurasse in tutta fretta.
Per la Dda di Lecce, la denuncia fatta dal contrabbandiere alla polizia ha invece sconvolto i piani dei sequestratori: li ha fatti desistere - secondo gli inquirenti - la caccia all’uomo scatenata nel territorio brindisino, ma anche nelle province limitrofe di Lecce e di Taranto, e la successiva decisione di far intervenire i reparti speciali di carabinieri, guardia di finanza e polizia (Ros, Gico e Sco), decisa in serata sulla base della normativa prevista per i sequestri di persona.
Il ragazzino - a quanto si è saputo per ora - ha raccontato di essere stato trattato bene e di non aver avuto grossi problemi. Nelle prossime ore sarà sentito dal magistrato inquirente.
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