Sottrazione: abrasioni sonore e visive
HAPPENING SABATO 28 APRILE 2007, ORE 20
mostra 28 aprile > 5 maggio 2007
Quel grido TOGLIERE! TOGLIERE! TOGLIERE! che risuonò fin dal principio del
secolo scorso nelle avanguardie storiche accomunando tanti poeti e pittori,
musicisti e narratori, oggi, con le nuove tecnologie, con la loro
essenzialità cibernetica, sta assumendo nuovo vigore e nuovi traguardi.
Proseguendo nel lavoro d’esplorazione di forme e modalità espressive
contemporanee, le Officine Abso presentano SottrAZIONE: abrasioni sonore e
visive in una sorta di dittico formato da due ritratti, uno sonoro eseguito
dal gruppo musicale DABOL e un altro composto da immagini scattate dalla
fotografa ADELAIDE DI NUNZIO.
Nel primo caso, la sottrazione è data dalla sperimentale rinuncia dei Dabol
alle sonorità elettroniche che li connotano, nel secondo attraverso
l’enucleazione del reale, tipico del mezzo fotografico e dello stile di
Adelaide Di Nunzio.
La serata inaugurale del 28 aprile alle Officine, vedrà i quattro Dabol
prodursi in una performance che rivisita esclusivamente con strumenti
acustici il loro repertorio a base di rock-a-muffin, e Adelaide Di Nunzio
esporre i suoi lavori sia in b/n e sia in colore, nonchè scattare altre foto
nel corso del liveset.
Le musiche, registrate dal vivo, saranno la colonna sonora che nei giorni
successivi farà d’ambientazione sonora per tutta la durata della mostra di
fotografie.
La sottrazione è una delle strategie delle arti. E persino una tecnica. Non
solo quella praticata dello scultore che fa emergere la statua per
sottrazione dal blocco di marmo, ma anche di altri artisti che lavorano
sull’abrasione dei materiali: dal cut-up dello scrittore Borroughs alle
cancellature del pittore Isgrò, alle elisioni in certe partiture del
musicista contemporaneo Aldo Clementi.
La sottrazione, inoltre, ha sia in musica sia in fotografia precedenti
illustri vuoi in senso compositivo ed esecutivo vuoi in sedi teoriche.
Basti pensare alla "Sinfonia degli addii" di Haydn che la compose costruendo
l’ultimo tempo,l’Adagio, in modo che i diversi strumenti smettessero di
suonare uno dopo l’altro, lasciando alla fine solo il primo e il secondo
violino; gli esecutori, man mano che la loro parte terminava, spegnevano le
candeline del leggio e uscivano dalla sala, sembra una performance dei
nostri giorni, e si era nel 1772.
In epoca vicina, nel 1976, gli Area sottrassero note su note a un Concerto
Brandemburghese di Bach, fino a lasciarne una soltanto.
La fotografia " "falsa nella percezione, vera nel tempo" secondo il
semiologo Roland Barthes autore del famoso saggio "La camera chiara" (1980)
" si propone già per la sua natura tecnica come sottrazione di realtà fra
l’occhio del fotografo che guarda una scena e il suo stesso occhio allorchè
sceglie quale parte di quella scena inquadrare.
Jean Baudrillard, nel 2000, in un’intervista afferma: "La parzialità della
fotografia è però la sua compiutezza. Essa è una sfida all’immaginario
integrista perché gioca con la singolarità delle cose fotografate; il
silenzio della fotografia raccoglie qualcosa di questa sottrazione, n’espone
la sua radicalità ". Nell’ultima foto della sua vita, Baudrillard è ritratto
mentre, nudo, si fotografa allo specchio.
Curatore: Marco Abbamondi - Attilio Sommella
Officine abso: napoli, salita betlemme 18 (adiacenze via dei mille) -
info@abso.it - www.abso.it
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