Nella totale indifferenza delle diplomazie europee, impegnate a dialogare con terroristi di ogni sorta, la scorsa settimana ben quindici missionari occidentali hanno dovuto abbandonare l’Eritrea.
La ragione addotta dalle autorità di Asmara riguarda la scadenza dei permessi di soggiorno.
In realtà dietro la scusa diplomatica si cela il progetto inquietante, ma perfettamente in linea con quanto già accaduto in Sudan e Somalia, dell’islamizzazione forzata.
La persecuzione anticristiana è iniziata da tempo: prima gli attacchi agli ortodossi, poi la chiusura delle missioni protestanti e ora la scure si è abbattuta sui cattolici.
I musulmani con le loro attività sociali, ovviamente, non vengono nemmeno sfiorati.
Il disegno del governo eritreo prevede, oltre all’espulsione dei missionari, la confisca delle proprietà delle Chiese, sul modello della Chiesa patriottica cinese, totalmente sotto controllo dello stato.
Nel contempo il presidente sudanese El Beshir ha invitato, in occasione di una cerimonia delle forze di difesa popolari (Pdf), milizia filo-governativa sudanese attiva pesantemente in Darfur, "a riaprire i campi di addestramento e a riunire i mujahiddin".
Una chiarissima presa di posizione che non merita commenti ulteriori.
Mentre la comunità internazionale è alle prese con enormi problemi nell’allestire la forza di interposizione mista Unione Africana-Onu da schierare in Darfur, il capo del regime di Khartoum lancia proclami di guerra santa, confermando che il Sudan è la centrale operativa dell’internazionale del terrore in terra africana.
Di fronte a tali sviluppi il Veneto Serenissimo Governo, in quanto erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica ricorda, ancora una volta, che il silenzio delle diplomazie europee equivale all’appoggio al terrorismo islamista e sostiene l’impegno congiunto contro il terrore nel Corno d’Africa di Stati Uniti, Etiopia e Governo Somalo.
Il sottosegretario agli affari esteri
Andrea Bonesso
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