ROMA - "Prevarrà il concetto che consentirà agli immigrati di restare in Italia anche se avessero avuto un foglio di via, ove abbiano un lavoro". Parola di Silvio Berlusconi: oggi, a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio annuncia che, sul tema spinoso dell’immigrazione, "certamente c’è l’accordo".
In sostanza, il premier afferma di aver spinto Umberto Bossi, il più intransigente sulla questione extracomunitari, a più miti consigli; concetto in qualche modo avallato sal Senatùr, che proprio oggi esclude una crisi di governo sul tema.
Tutto tranquillo, dunque? Non proprio. Perchè, a leggere bene le parole dei due protagonisti, scopriamo che Berlusconi annuncia sì l’intesa, ma poi ammette che non c’è ancora nulla di definito dal punto di vista della formulazione verbale. Mentre Bossi, pur escludendo l’uscita dall’esecutivo, ribadisce che la Lega è pronta a portare la battaglia anti-sanatoria "fino in fondo".
E vediamo allora, in dettaglio, le dichiarazioni rilasciate oggi. A cominciare da quelle del presidente del Consiglio. "l’altra sera - racconta - sono stato diverse ore con Bossi, non ci sono problemi di sorta. Abbiamo verificato l’avanzamento del programma e siamo in anticipo. c’è naturalmente, per quanto riguarda l’immigrazione, la preoccupazione di Bossi di non trasformare questa legge in una sanatoria. Questo è stato verificato e non sarà e credo che prevarrà il concetto che noi consentiremo agli immigrati di restare qui anche se avessero avuto il foglio di via ove abbiano un lavoro".
Insomma, a quanto sembra, nel governo - diviso tra "falchi" (Lega) e "colombe" (centristi) sul tema extracomunitari - alla fine ha prevalso l’atteggiamento più moderato. E cioè il principio che chi ha un lavoro non può essere buttato fuori dal nostro Paese.
Quanto al leader del Carroccio, appare rassegnato ma non troppo. E infatti oggi dice due cose per certi versi divergenti. Eccole: il braccio di ferro nella maggioranza sull’immigrazione non si concluderà con una crisi di governo; nello stesso tempo, però, assicura, il suo partito porterà fino in fondo la battaglia contro la regolarizzazione di chi ha già l’ordine di espulsione. Conversando con i cronisti, il Senatùr spiega infatti che se le proposte della Lega non verranno accolte "cadrà la maschera del governo, ma certo non salterà l’esecutivo, anche perché stiamo parlando solo di 30 mila persone".
Questo sul fronte immigrazione. Ma oggi Berlusconi affronta pubblicamente anche un altro tema: quello, ormai consueto, della nomina di un nuovo responsabile alla Farnesina. Incontrando il premier albanese, Fatos Nano, dichiara: "Credo che arriveremo in poco tempo ad avere qualcuno che mi allievi in questo impegno gravoso. Direi che avremo un ministro entro qualche settimana". Una frase da lui ripetuta più di una volta, negli ultimi mesi. E intanto il suo interim prosegue.
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