Cancro: Monsanto condannata a risarcire 289 milioni di dollari

California: Monsanto, multinazionale di biotecnologie agrarie, è stata condannata a pagare un risarcimento milionario a favore di uomo che ha denunciato l'azienda affermando che un suo prodotto usato come erbicida ha contribuito a farlo ammalare di un tumore rivelatosi terminale.

DeWayne «Lee» Johnson ha 46 anni, padre di famiglia con due figli di 10 e 13 anni, e un cancro alla pelle in fase terminale. L’ha stravinta questa battaglia, ieri alle 14:45 ora di San Francisco. Migliaia i querelanti ma lui ha vinto portando a processo e fatto condannare il gigante dell’agrochimica Monsanto, responsabile, a questo punto anche per i giudici, di avergli tolto il diritto a vedere crescere i due figli.

Il tribunale ha riconosciuto la cancerogenicità del #glifosato contenuto nel Roundup e nel prodotto «fratello» Ranger Pro, con cui «Lee» irrorava per proteggerli dalle erbacce gli spazi esterni delle scuole di cui era custode e giardiniere a Benicia, nella Bay Area.

Lo ha stabilito un giudice di San Francisco ordinando il pagamento di 289 milioni di dollari in quanto l'azienda non avrebbe adeguatamente avvertito sui rischi nell'utilizzo del prodotto contenente glifosato, una sostanza già al centro di polemiche e dispute legali in quanto considerata nociva. La Monsanto respinge le accuse e ha già annunciato che farà appello.

L'erbicida è tossico e finisce nell'acqua, nell'aria, nella catena alimentare per poi ritrovarcelo negli alimenti di cui ci nutriamo.

Allo stesso modo, il gruppo farmaceutico Bayer, che ha acquisito la Monsanto in primavera, afferma che il glifosato è un prodotto "sicuro e non cancerogeno". "Sulla base di prove scientifiche, valutazioni regolamentate globali e decenni di esperienza pratica con l'uso del glifosato, Bayer ritiene che il glifosato sia sicuro e non cancerogeno", ha dichiarato un portavoce del gruppo tedesco.

Monsanto è conosciuta nel mondo per i prodotti che l'hanno resa leader. Il primo in ordine cronologico è la saccarina venduta alla Coca Cola, in seguito sempre per la stessa sia vanillina che caffeina, diventò così uno dei principali fornitori. Nel 1919 la Monsanto si insediò anche in Europa associandosi con la Graesser's Chemical Works e fondando gli stabilimenti nel villaggio di Cefn Mawr nel Galles, dove iniziò la produzione di vanillina, acido salicilico, aspirina e solo più tardi gomma.

Negli anni venti si espanse ulteriormente diventando leader nella produzione di acido solforico e fibre sintetiche, da allora, l'azienda è rimasta tra le 10 industrie chimiche più importanti degli Stati Uniti.